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Il Minibar del Pensiero Caotico di Rum (2° Puntata)

(Rum) Eeeeeeee siamo di nuovo in onda!
Benvenuti, bentornati, è una bottiglia di birra o siete contenti di vedermi? ^^
Riapre ancora una volta il minibar di Rum, l'angolo o il postribolo di questo blog dove non si parla assolutamente di nulla, ma lo si fa comunque con un certo stile e dose di classe. Mentre vi versate il vostro drink preferito, prenotate la vostra massaggiatrice preferita e aprite in secondo piano il filmettino porno che guarderete appena finito di leggere questo post, prendo solo alcuni secondi di tempo per ringraziare tutti i nostri visitatori che ci hanno permesso di raggiungere in poco meno di 10 giorni di vita le 200 visite uniche, già superate in questa serata. Un grazie di cuore, continuate a seguirci e a frequentare sempre più numerosi la chat, perchè se sono da solo tendo a cantare canzoni melanconiche, e non è bello. ^^
Tolto questo peso dallo stomaco, passiamo all'argomento della serata, che si preannuncia piuttosto gravoso perchè è *rullo di tamburi e salva di peti* il destino.
Quando si affronta un argomento come questo solitamente si fanno i dovuti scongiuri, perchè il destino ha un suo modo particolare di prendersela con chi se ne lamenta; per questo, la mia valida assistente di studio provvederà a tenere una zampa con tanto di artiglio semi-sfoderato sulle mie gonadi, pronta a fermarmi nel caso la spari veramente troppo grossa. Ci teniamo alla pelle. Tornando al discorso, forse è esagerato parlare di un tragitto prefissato per ognuno di noi, perchè un concetto simile porterebbe probabilmente a congelare ogni stimolo a intraprendere azioni personali, sull'onda del "chi cazz' mo' ffa fa?" (trad. "chi diavolo mi spinge a compiere qualsivoglia azione?"): tuttavia, personalmente credo che si debbano fare semplici distinzioni tra eventi macro e micro. Un esempio su tutti: un uomo che decide di guardare un porno invece che uscire con una donna è un evento micro, la foratura di una bicicletta il giorno di un esame è un evento micro, un raffreddore il giorno prima di un viaggio in compagnia è un evento micro. Molti saranno sconvolti da questa distinzione, ma se ragioniamo in maniera molto paradossa, in effetti la nostra prospettiva sia in ordine di tempo che di grandezza e scopo come esseri umani non è certo la migliore per capire che cosa è veramente importante: gli eventi macro sono quelli che lavorano nel backstage, si fumano una sigaretta per tempi molto prolungati, bevono birra e cercano di non fare troppo rumore. Però allo stesso tempo sono quelli a cui si può davvero legare la parola destino: il fatto che una persona debba diventare padre (prima o poi), il fatto che due persone debbano passare la vita insieme (prima o poi), il fatto di diventare famoso (prima o poi), il fatto che si debba essere in un certo luogo ad un certo momento (e in qualche modo, lo si è sempre per le questioni davvero importanti). Così, almeno dal mio punto di vista, penso che il destino macroscopico di una persona esista, e che gli venga data la possibilità di compiere il tragitto che vuole per arrivarci, anche quello zigzagante di un ubriaco, se è davvero così poco perspicace su dove siano le grandi tappe: come scrisse una volta una persona davvero naive in un racconto che lessi tempo fa, "alla fine del viaggio, ciò che conta è non aver mai smesso di cercare, e sperare che qualcuno si unisca a te". I Journey (grande gruppo pop/rock *dlin-dlon, consigli per gli acquisti* ^^) cantavano don't stop believing: io dico che l'unica cosa da fare, è soltanto aspettare Godot, e aspettare di essere sorpresi dall'arrivo in stazione.
Lunghi giorni e piacevoli notti.
Rum

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