welcome

La zona lounge più invidiata della rete...

Rinnovata nel look, nei contenuti e sempre più sexy!

Buona permanenza...

Intervista con la Morte

(Rum) La scorsa notte (avete notato come la maggior parte degli eventi significativi della nostra vita si svolgono di notte? è un topos.) mi giravo e rigiravo nel letto, indeciso tra un malox (al cioccolato), una masturbatina sotto le coperte (^^) oppure uscire sul balcone a strimpellare la chitarra e farmi insultare da qualche vicino, così per passare la nottata.
Presa l'ultima decisione con determinazione mi avvio in mutande e maglietta, con la chitarra sotto braccio, a suonare sotto stelle e luna. Luna bianca come un osso. Come lo scoglio su cui il suo corpo giaceva, mi viene da dire ricordando una poesia letta nell'alba dei tempi, 2 o 3 vite fa.
Così in compagnia soltanto del mantello della notte, strimpello un paio di canzonacce, canticchiando sottovoce, finchè come un lampo mi viene in mente la canzone cult dei blue oyster cult, ovvero "don't fear the reaper" e, alla meglio, mi metto più a cantarla che a suonarla. Arrivato alla strofa che dice "Romeo and Juliet are together in eternity" mi giro e sussulto quasi facendomela sotto, perchè c'è una figura ammantata in un mantello vero, seduta accanto a me. Il dialogo che ne è seguito è qui sotto, alla meglio, riportato.

Rum: Porca puttana fra un pò me la facevo sotto!
Morte: (ignorando totalmente) Non suoni bene.
R: Beh.... si, lo so. E' che non riuscivo a dormire.
M: Ah, dormire. Sognare. Vuoi che ti faccia dormire?
R: (colto da un brivido) Non ne sono particolarmente sicuro.
M: Come desideri. Prima o poi tutti dormiamo.
R: Tu... sei la morte vero?
M: (risata che suona come lo stridere di metallo contro pietra) Da cosa l'hai dedotto?
R: Penso che sia una sensazione. Inoltre il fatto che Lucius ti faccia le fusa, è un indizio.

Nel frattempo infatti Lucius (o Bruce, o Muss, o Pruss che dir si voglia) si era unita a me sul balcone, strofinandosi alacremente ai piedi della Morte, la quale aveva corrisposto con una carezza sulla testa. Un balenio d'osso. Un brivido.

R: Ok, lo devo chiedere. Sto per morire?
M: Non lo state tutti?
R: Giusto, errore mio. Sto per morire ora?
M: No. Desideri forse sapere il giorno del tuo passaggio?
R: Cazzo sì!
M: 27 Marzo 2011.
R: Maporcaputtana! Non arrivo nemmeno ai 30???
M: Non eri forse tu, grigori, quello che si lamentava della vita?
R: Beh, a volte. Non che faccia sempre schifo. Solo qualche volta, soprattutto di notte.
M: E' comune, alla tua razza. I gatti invece, apprezzano la notte. Sanno che le cose sono più reali viste sotto la luce lunare. O attraverso il velo dei sogni.

La conversazione fino a questo momento aveva già preso una piega ben più folle di qualunque sogno indotto da psicofarmaci, ma quando la pazzia regna sovrana, l'unica cosa da fare è stringere le cosce e cavalcarla fino alla fine, sperando di venire disarcionati con delicatezza.

R: Quindi.... sei qui solo di passaggio?
M: Diciamo di si. Avevo del lavoro da fare. Ho sempre del lavoro da fare.
R: E non ti stanchi proprio mai?
M: (emettendo quello che forse è la madre di tutti i sospiri) Io sono la stanchezza. Ma alla fine dei tempi anche io potrò riposare dall'altra parte del velo.
R: E come è di là?
M: (pensandoci su un pò) Umido. Piove parecchio. Ma tagliarsi i capelli non costa nulla.
R: Mmmm. Soffrirò parecchio quando morirò?
M: Questo dipende. Nel tuo caso, direi non più della somma di quanto hai sopportato finora, e sopporterai fino alla fine dei tuoi giorni.
R: Carino. Non sono sicuro di voler sapere come morirò, a questo punto.
M: E' tuttavia inevitabile.
R: Non mi fa paura la morte, in sè e per sè.
M: Lo so. Non sarei qui a parlarti, se fosse vero il contrario. Solo coloro che non mi temono riescono a sentirmi arrivare, e vedermi a volte, come ora.
R: E' la vita che mi spaventa. Dying it's easy, it's living that scares me. Conosci?
M: Mi pagano le royalties ogni volta che sono citata in una canzone. Sono più ricca di Bill Gates, in un certo senso.
R: Umorismo.
M: No, seriamente. Dai tempi del rock 'n roll ho accumulato il corrispettivo moderno di svariati milioni di miliardi di euro.
R: Praticamente, un pò come Gesù.
M: Sì, anche lui non se la passa male.
R: E dimmi un pò M, c'è qualcuno che mi verrà a prendere quando passerò dall'altra parte?
M: Un paio di persone. Ricorda giovane grigori, che ognuno muore da solo, ma questo non significa che dall'altra parte si sia altrettanto soli. E' come tornare a casa.
R: Quando la metti così, perchè aspettare quattro anni?

E un vento fortissimo, di colpo, ha cominciato a soffiare, tanto più che ho dovuto chiudere gli occhi, e quando finalmente li ho aperti di nuovo, eravamo solo io, Lucius, e una chitarra. Ma sulla sedia, c'era un quadratino di carta tenuto fermo da un pezzo di ossidiana più nera della notte.
"Perchè nessuno muore il giorno sbagliato", c'era scritto.
E in fondo, questa è l'unica cosa inconfutabile dell'intero universo.
Rum

P.s. 900, e voglio le 1000 prima di ferragosto. So che ce la faremo, perchè siete un pubblico eccitato e voglioso di contenuti. E noi siamo qui apposta, a cazzo durissimo. ^^

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sei proprio ottimista eh...

Anonimo ha detto...

wow vero la notte e il momento più riflessivo in tutta la giornata...soprattutto cn questo caldo quando nn si riesce a dormire!!
ma tanto da incontrare la morte!! wow sn nuovo...primo commento ke posto ma sto leggendo 1 po tutto...siete grandi!!

adoro questo tipo di racconti tra la follia e la genialita eheh ciao!!