(Rum) Ho un carattere difficile, e ne sono consapevole. Non sono "carefree" o compagnone come il mio partner Cocaina (ma è il bello della dualità), però mi rendo anche conto che c'è di molto peggio nel grande bacile dell'umanità. E per questo la mia fede nell'umanità è spesso messa a dura, durissima prova: fortunatamente, a volte capitano incontri che sono una boccata d'aria fresca, all'interno della standardizzazione, appiattimento ed eliminazione sistematica delle individualità; in questa prima (forse ultima?) puntata, voglio raccontarvi del mio incontro con una di queste persone straordinarie.
Ero andato a prendere alcuni pezzi per il notebook del mio babbo in un negozietto di fiducia nella zona vecchia della nostra città (gli studenti di psicologia o ex che frequentano il blog si sentiranno a casa) e mentre ero al banchetto provando se il notebook in questione funzionava, lancio linux e da dietro mi compare questa figura che, forse, avrebbe intimorito i più. Alto, smilzo, capelli grigi lunghi e scarmigliati, stopposi a tratti, camicia larga, occhiali di corno sul naso appuntito, sandali ai piedi, all'incirca gli si sarebbero dati 60 anni. E mi trovo di colpo a parlare con questa persona ben più grande di me di informatica, di come linux sia un sistema alternativo interessante, gli do alcune dritte, poi scivoliamo a parlare dell'amiga (in quanti se ne ricordano? dio come sono vecchio, in certi campi), mi dice che ne ha ancora in casa, che la moglie lo vorrebbe cacciare fuori. Ci spostiamo, quasi ci conoscessimo da una vita, fuori dal negozio sotto la tettoia, perchè nel frattempo piove che dio la manda, e io in questo periodo sono totalmente rasato a zero. Emilio, mi dice che si chiama, ci presentiamo, lui tira fuori da una piega della camicia una pipa che sa di storia, e capisco che quest'uomo ha visto quest'uomo ha vissuto cose che forse noi non avremo mai la possibilità di sperimentare. Mi racconta che attraverso internet tiene i contatti con tutte le persone che ha conosciuto nella vita, mi parla dei tempi in cui andava in Russia a trovare degli amici e a dare una mano, poi parliamo di filosofia, politica, come se ci conoscessimo da una vita. Passa un'ora, e quasi non me ne sono accorto. Lo stralcio più bello di quell'ora, ve lo riporto qui sotto, perchè è come un piccolo talismano nella mia testa, che mi aiuta, quando penso che di umanità, nell'umanità, ne sia rimasta ben poca:
Rum: Perchè sai, Emilio, a volte è così difficile essere diversi dagli altri. E' stancante ti dirò. A volte penso che sarebbe molto meglio essere inquadrati capisci? Nel mucchio, ma almeno tranquilli.
Emilio: (Caricando la pipa con la mano un pò tremolante, mentre qualche frammento di tabacco cade in una pozza d'acqua) Vedi, quando io avevo la tua età, ne facevo un vanto di essere diverso. Anzi, andavo in faccia a quelli che erano conformati, perchè mi piaceva questo contrasto che mi dicevi, io ci andavo matto, perchè loro provavano sempre a piegarmi. E sai una cosa? Adesso ho 62 anni, e non ho mai mollato di un centimetro, ho dei nipoti, e a loro cerco di insegnare la stessa cosa.
R: Però dici che la mia generazione è così senza speranza?
E: Ma no no! Adesso non prenderla come un'offesa, ma per esempio tu quanti anni hai?
R: 24.
E: Ecco, per esempio tu sembri molto staccato dai ragazzi della tua età che ho conosciuto, ma non so perchè: forse hai un modo di porti diverso, forse hai la mente più aperta...
R: ... forse sono nato nell'anno sbagliato?
E: (ride tossicchiando un filo. e da qualche parte, dentro, capisco che ha avuto un tumore ai polmoni o alla gola. non posso che apprezzarlo ancora di più, inconsciamente.)
E: Ora ti dico una cosa. Io ho una grande fede nell'umanità. In quel qualcosa che permette, vedi, a due persone come me e te che non si conoscono affatto, di provare quel senso di legame, di condivisione che ci ha fatto parlare per un'ora di tutto, come se fossimo vecchi amici. Ecco vedi, se ancora c'è un qualcosa di questo tipo, io penso che ci sia ancora speranza per il futuro.
R: Sempre che quello là non faccia scoppiare una guerra nucleare.
E: Ah, non parliamone neanche!
E poi, ci siamo salutati. E tornando a casa, in bicicletta, non ho potuto fare a meno di pensare ad Emilio per un pò: quanta vita vissuta, quanto del mondo ha assaggiato, quanto è riuscito a fare, ma soprattutto come è riuscito a rimanere coerente con la persona che era a 20 anni, e tuttora in collegamento col mondo attuale, sempre giovane in un certo senso. Per un'attimo, mi ha ricordato l'altro mio punto di riferimento, l'altra mia boccata d'aria umanamente parlando. Ma questa è un'altra storia, e andrà raccontata un'altra volta.
Il mio ultimo pensiero a conclusione è: che cosa è cambiato dagli anni '60-'70 ad oggi, non nel mondo, ma dentro di noi? Perchè siamo meno disposti ad abbracciare ideali, a non compromettere le nostre idee, e a cercare di conoscerci senza pregiudizi?
Come sempre, a voi i commenti. Io vado a suonare un pò il sax.
Rum
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5 commenti:
Perchè qualcuno ci ha messo in testa la sensazione che ormai sia tutto già stato fatto, visto e vissuto. Ogni idea abbracciata è già scaturita in una rivoluzione, secondo loro; i ruoli ormai sono definiti: se ti vesti in un modo sei così, sennò sei in un'altra categoria, ma di sicuro fai parte di un gruppo etichettato.
Questi non sanno che la ruota gira, le idee anche, così come il vento, e ci sarà qualcuno che, come Emilio, "non mollerà", e non sulle questioni frivole, non sulla moda o sugli stili di vita, ma su sé stesso. E allora le cose cambieranno, ed Emilio, mentre gli altri faranno la loro (e anche la sua) rivoluzione, ridacchierà con quel filo di tosse di chi non molla mai.
LA vita è una merda, tutto è una merda, quindi perche sbattersi per una rivoluzione?? perche lottare?? che significato ha?? nessuno, si soffrirà comunque.
H.L.
H.L., ci stavo giusto pensando qlc minuto fa: le persone come te mi fanno paura.
...ma non sono poi tanto pericoloso, per lo meno non più dei cosidetti conformati.
H.L.
Anche i conformati nn lottano, preferiscono seguire un'idea senza pensare cosa voglia dire o se la rispettano davvero.
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