(Rum)
Le porte della sala d'aspetto si spalancano all'improvviso, mentre il Dr.Ruffentauser incede con passo sicuro, i guanti ancora imbrattati di sangue rappreso. Per questo paziente, l'ultimo della serata, c'è soltanto un ragazzo di una ventina d'anni ad aspettare notizie: "strano" pensa il dottore mentre con gesti di misurata lentezza procede a sfilare e gettare nell'immondizia i guanti "di solito sono sempre un gruppetto". Ma questi pensieri lo toccano minimamente, perchè in fondo lui ha fatto il suo lavoro, e la parte delle notizie non è mai drammatica quanto vedere davvero sangue, vene aperte e organi esposti palpitanti sotto le proprie mani. Eppure, tra sè e sè non può fare a meno di essere sfiorato dalla sensazione che quello che ha appena vissuto sia in qualche modo molto meno reale di adesso.
-Lei è un parente del signor Dee?
Il ragazzo annuisce, e fa alcuni gesti con le mani. "Perfetto" pensa il dottore contenendo a fatica una smorfia di fastidio "ci mancava soltanto il sordomuto per concludere la serata".
-Le condizioni sono stazionarie, ma non abbiamo potuto fare nulla per il cuore. Probabilmente avrà bisogno di un trapianto, forse nella lista di donatori c'è qualcuno compatibile ma....
Due gesti secchi. Niente trapianto.
-Forse lei non è in grado di capire. Una persona non può vivere senza cuore, le macchine potranno tenerlo in vita ma il suo vecchio organo era troppo malandato. Tessuti cicatriziali, rigidità strutturale, era da buttare.
Gesto ampio seguito da una serie di gesti sincopati. Il suo cuore può durare ancora un pò.
-Ma cosa ne vuole sapere lei?? IO sono il dottore, e IO le dico che cosa dovrà essere fatto se vuole salvare la vita di suo...
Ma le parole seguenti si strozzano nella gola senza riuscire a trovare un pò di ossigeno che le porti a spasso all'esterno. Perchè il ragazzo ha aperto la bocca, e dentro un mozzicone di carne putrefatta è tutto ciò che rimane insieme ad un tanfo pestilenziale di morte e infezione; perchè non è sordo nè muto, ma come un'illuminazione, un lampo, il dottore vede mentre si morde la lingua ripetutamente, fino a staccarsela di netto. Per non urlare, per non parlare.
Nel silenzio, le mani si muovono sicure e senza tremiti, a differenza di quelle del dottore, scosse da leggere convulsioni.
Neghiamo la parola, senza emozioni non si vive. Il suo cuore per la mia voce.
Il dottore non può fare altro che annuire, scosso dai tremiti sempre più violenti, e da un conato di vomito che si fa strada violentemente. Ma non è l'orrore dell'atto a spaventarlo: è la forza dell'amore, e ciò che spinge a sopportare, ciò che ti aiuta a capire di te stesso. Che ti fa rendere conto di cosa sei davvero capace di fare e sopportare.
Allunga la mano, e raccoglie il sacchetto sanguinante che il ragazzo gli sta porgendo.
Annuisce. Torna nella sala operatoria numero 17.
E mentre ridona vita al suo paziente, calde lacrime di commozione scendono sui ferri sterili.
Sacrificio, amore e morte.
Rum
P.s. Grazie per le 500 e passa visite, all'avvicinarsi del compleanno del primo mese del nostro blog, non possiamo che essere più che felici. Continuiamo insieme! ^^
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2 commenti:
Continua così, ti osservo ( o meglio, ti leggo)...
Ci sei...vai avanti...stana la Musa e continua così...
Un abbraccio.
Serendipity
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