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Love Thyself

(Rum)

Stanotte ho sognato: ero in un mondo dove non esistevano conflitti, dove ognuno era libero di seguire le pulsioni delle proprie aspirazioni senza che nessuno cercasse di giudicare, dove l'unica legge era il rispetto per l'altro. In realtà non ho sognato nulla di nuovo direte voi; è storicamente provato che un uomo duemila anni fa circa per aver ipotizzato le stesse cose fu crocifisso. Che cosa è cambiato da allora? Molto poco in verità: il mondo continua a fossilizzarsi su alcuni concetti, idee o luoghi comuni che per abitudine, noia o senso di conservazione diventano improvvisamente la "morale comune" di una generazione, o se si è davvero sfortunati di un secolo intero. Siamo figli del nazismo? Il mio professore di filosofia diceva spesso "io sono il fascismo, e lo siete anche voi": quello che intendeva davvero l'ho capito col passare degli anni vedendo la nascita di movimenti sovversivi violenti, di repressioni contro idee (e non uomini come vogliono far credere, badate bene), e la verità di fondo mai repressa che... siamo sempre lì lì per cascarci di nuovo, che il manto del duce, di Hitler o di chi per loro è in realtà soltanto una maschera che viene periodicamente indossata da qualcuno, che un nome è soltanto un nome, ma un'idea che è l'anti-idea, ovvero reprimere il diverso ed unificare secondo la "morale comune" è sempre lì, una Spada di Damocle perennemente sulle nostre teste.
Il problema vero è che fondamentalmente non siamo contenti di dove siamo arrivati, come razza umana: siamo ancora terrorizzati dalla morte, la nostra conoscenza del mondo spirituale è degradata negli anni invece di rafforzarsi, e il movimento di fondo è sempre lo stesso: sempre meno religioni (ormai ridotte a 5 circa), sempre meno lingue (due parlate in tutto il mondo, follia), sempre meno scelta. E allora forse ci sentiamo in trappola, e l'istinto che domina il secolo è quello di distruggere tutto e tutti, eliminare le diversità, cercare di semplificare il problema per non affrontarlo: e si attaccano le minoranze etniche o religiose, l'omosessualità, chi pensa diversamente dal flusso di pensieri e parole che i grandi media spargono come un veleno. Nessuno che dica "pensate con la vostra testa", forse perchè sanno che ormai il danno è fatto: sì, sono spesso convinto a più riprese che il mondo sia finito negli anni '80, che la minaccia nucleare si sia trasformata in un orribile "aftermath" post-bomba, e che in realtà quella che chiamiamo vita è solo un grande sogno (incubo?) collettivo.
Non resta forse allora che barricarsi dentro la propria persona, ripetersi che non siamo come tutto il resto del mondo, e cercare la propria strada tra i cadaveri.
Forse un giorno, anche l'umanità imparerà ad amare sè stessa.

Rum

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Il giudizio è una cosa congenita.